Giochi di ruolo

15 Marzo 2015
Buona sera miei cari lettori,
eccomi qui, pronta a raccontarvi un’altra storia di sesso e fantasia.
Lo scorso pomeriggio mi contattò Alberto, il quale già al telefono ci tenne a specificare che amava i giochi di ruolo e che voleva che io interpretassi la parte della segretaria, lasciando peraltro a me la gestione della storia.
Mi preparai vestendomi come nelle foto, con calze a rete e reggicalze molto visibili, minigonna, camicetta bianca, tacco a spillo e giacca.
Lo raggiunsi nel suo ufficio verso le 19.00, a quell’ora aveva la sicurezza che non saremmo stati disturbati. Mi fece accomodare ad una scrivania e mi disse che dovevo essere la sua segretaria personale, mi diede dei documenti e si ritirò nel suo di ufficio.
Dopo qualche minuto di attesa entrai in scena, bussai alla sua porta e feci capolino e, dandogli rigorosamente del Lei, gli dissi, “Mi scusi se la disturbo, ma ci sarebbero dei documenti urgenti che lei dovrebbe assolutamente visionare e firmare entro domani mattina”. Alberto con una falsa aria esausta mi guardò arrogantemente e mi fece notare che il capo era lui e che, se non voleva essere disturbato, io non dovevo disturbarlo in alcun modo.
Quindi si alzò e si avvicinò, una volta di fronte mi sbottonò la camicetta e tirandomi per la gonna, mi fece aderire al suo corpo fino a farmi sentire il suo uccello duro.
Lo presi per le palle e lo trascinai vicino alla scrivania, lui, mi spinse sopra e mi alzò la gonna, si mise in ginocchio e cominciò a leccarmela, mi divaricò le gambe ed io mi bagnai tutta, arrivò ad infilare la sua lingua con vigore dentro la mia passera, poi mi stese sulla scrivania e mi fece un ditalino da paura , fu puro orgasmo.
Con l’altra mano mi aprì la camicetta ed iniziò a leccarmi appassionatamente le tette, io, stesa sulla scrivania mi dimenai in una danza di piacere tra i documenti, il PC e penne sparpagliate che volano a terra, Alberto ad ogni mio sussulto si eccitava sempre più!
In un lampo gli infilai il profilattico e lui mi fece voltare facendomi mettere a novanta gradi con il viso appoggiato di lato sul piano della scrivania, il suo uccello duro come la roccia mi cavalcò energicamente, le sue mani cercavano in continuazione le mie tette, alla fine le trovò e con estremo piacere esclamò: ”Sei la mia segretaria porca, ti sbatto come una vera troia finché ti vengo tutto dentro con la mia sborra! Ma lo Senti quanto mi ecciti?”
Ad un tratto mi fece sdraiare a pancia in su e si mise sopra, sentivo il suo respiro affannato cadenzato dal ritmo intenso, mi mise la lingua in bocca fino quasi a soffocarmi nel baciarmi appassionatamente.
Il suo piacere si faceva sempre più intenso e quando fu pronto per venire si sfilò e decise da buon capo di sborrarmi sulle tette.
Sfinito, si accasciò soddisfatto sulla poltrona chiedendomi di spogliarmi dolcemente per lui lasciando solo le calze, nel mentre, fece partire una canzone sensuale dal suo iPhone che accompagnava il mio strip-tease.
Iniziai la mia danza erotica toccandomi e togliendomi uno ad uno gli abiti, lo guardai e mi leccai le labbra, lui si eccitò nuovamente tanto da menarsi l’uccello, mi inginocchiai di fronte ad Alberto e glielo leccai come un gelato, un gelato un po’ dolce e un po’ salato.
Alternai leccate ad aspirale alla spompinata classica succhiando e mandandomelo giù tutto per la gola, andai avanti sempre più intensamente e di tanto in tanto me lo strofinavo sul viso finché lui fu pronto al secondo round.
Mi misi alla pecorina sulla poltrona, lui prendendomi da dietro questa volta scelse il secondo canale facendomi godere come una vacca in calore, dapprima si mosse delicatamente per scogliere per bene il buchetto, poi, mano a mano che mi sentiva godere ed ansimare con più veemenza incalzò il mio culo con maggiore impeto, pochi attimi più tardi mi disse che stava nuovamente godendo dentro di me, ed io gli risposi: “Aspetta, aspetta ancora un scendo che ci sono….”, questa volta godemmo assieme urlando all’unisono; una vera porcata di piacere!
Era chiaro che Alberto aveva dato fondo a tutte le sue energie residue, quindi mi rivestì e mi preparai per andarmene, lui mi raggiunse e mi disse che la mattina seguente, gli sarebbe toccato guardare la sua vera segretaria, non proprio una bellezza, ma almeno, da adesso ogni volta che l’avrebbe guardata subito dopo avrebbe potuto pensare a me e con una nota di rammarico aggiunse che si sarebbe ricordato anche del piacere che avrebbe provato se fossi stata io la sua segretaria di tutti i giorni.
Al che, gli sorrisi e divertita gli sussurrai dolcemente che il mio orario di segreteria iniziava dalle 19.00 in poi.
Ci salutammo dandoci appuntamento alla prossima occasione.
Uscendo pensai che però essere la segretaria di un tipo così, dovrebbe essere molto divertente