Giochi Hard SADO

10 Gennaio 2015
Ciao ragazzi, eccomi qui a raccontarvi un altro perverso incontro, questa volta in un hotel di Treviso. Il Mio Lui si chiamava Pier e mi chiese di raggiungerlo all’hotel in cui alloggiava. Un lombardo doc, che per per lavoro girava il nord d’Italia, mi disse di aver visto il mio sito web e di essere rimasto letteralmente affascinato da quello che si raccontava di me. Mi fece subito capire che desiderava un incontro diverso, più spinto e speciale del solito, lo raggiunsi al suo hotel appena fuori dal centro di Treviso, un lussuoso albergo conforme ad uomini d’affari come il mio Pier. Entrai nella sua elegante camera piena di comfort, lui mi attendeva in accappatoio e quando mi vide, il suo uccello da sotto le vesti prese vita. Intrigata iniziai uno streap tease seducente, togliendomi prima la giacca, poi la camicia, e leccandomi le dita mi accarezzai i capezzoli, mi sfilai la gonna restando in autoreggenti e perizoma, estasiato, Pier, fissandomi mi disse: “dominami”. Senza farmelo ripetere lo afferrai con forza per i capelli e lo misi in ginocchio davanti a me, gli spinsi la testa tra le mie gambe e lo costrinsi a leccarmela senza sosta. Il suo Volto tra le mie gambe e il suo respiro affannato mi procuravano un immensa eccitazione, gli ordinai di sdraiarsi a terra a pancia in su, mi sedetti interamente sul suo viso, con il mio culo premendo e strisciando per qualche istante, fino a farlo rimanere senza fiato. Lo feci posizionare a 90 gradi e lo sculacciai sino ad arrossare tutto il suo culo,e contestualmente lo irridevo facendolo sentire lo schiavo che nel suo profondo desiderava essere… e lo insultavo dicendogli tutte le parolacce che mi venivano in mente.. Presi il suo pene estendendolo con forza e premendo sulle palle, lo fissai, con uno sguardo crudele, intensamente e gli dissi: “ Sei una nullità, esisti al solo scopo di essere, il mio schiavetto, il mio toy-boy”. Lo sputacchiai in viso, e lui, guardandomi a sua volta, utilizzò il mio sputo come lubrificante e mettendomi la mano piena di saliva tra le gambe mi fece un ditalino. Delicatamente mi gettò su letto e baciandomi intensamente con la lingua mi disse: “Ti piace, troia di una Padrona che non sei altro? Lo vuoi sentire tutto duro dentro di te?”. In un lampo, messo il preservativo, si buttò su di me, dapprima dolcemente, iniziò ad incalzarmi scopandomi come un mastino, mi teneva le braccia dietro la mia testa, e andando avanti e indietro urlava di piacere, all’ultimo, mi girò e mi prese da dietro, in pochi colpi venne in un esplosione di calore liquido. Uscimmo dal divertimento perverso, e ci abbandonammo sul letto, ci guardammo e ridemmo della circostanza, mi confidò, che gli piaceva molto passare da sottomesso a padrone del gioco. Mi invitò a farci una doccia assieme e lì, sotto lo scroscio d’acqua immersi nel vapore, si prese cura di me lavando ed insaponando tutto il mio corpo da cima a fondo, come solo uno schiavo sa fare! Ci lasciammo andare soddisfatti e affamati svuotando il frigo bar di cibo e bevande, più tardi mi rivestì e nel salutarlo sulla porta della stanza mi rimase impresso il numero 420 e pensai, questo, da oggi sarà il numero che contrassegna il fatto che sono in grado di essere una perfida e sensuale Padrona e…sopratutto, quanto mi piaccia questo ruolo; ma d’altronde se il compagno e la situazione sono speciali, posso immergermi in qualsiasi parte. Ora sapete cari lettori, che con me potete soddisfare qualsiasi fantasia…anche la più perversa,perchè no!! Un bacio…e per chi lo desiderasse,come Pier, uno sputo in bocca! La vostra Elena Casanova